Durante il tirocinio che ho svolto nella classe 3°B, ho avuto modo di proporre un gioco per ripassare alcuni contenuti grammaticali e ortografici, che ha preso il nome di Gioco dell’oca grammaticando.
- Come quello tradizionale, al quale tutti abbiamo preso parte almeno una volta, è composto da un tabellone, che però ha alcune caratteristiche differenti.
- Ci sono 65 caselle diverse tra loro, ciascuna con una funzione specifica.
- Alcune hanno l’immagine di un’oca e indicano, al partecipante che ci si ferma sopra, di tirare nuovamente il dado. Altre forniscono delle istruzioni, ad esempio rimanere fermi un turno o avanzare di altre caselle.
- Infine, le rimanenti sono le più importanti per l’obiettivo didattico, perché propongono domande di ortografia o grammatica alle quali i giocatori devono saper rispondere per poter, al turno successivo, tirare nuovamente il dado.
- Il regolamento è lo stesso del gioco dell’oca classico, con la differenza che in questo caso, per procedere è necessario rispondere alle domande. C’è anche un’altra regola, che ho aggiunto perché mi sembrava interessante: gli alunni devono aiutarsi tra loro. Mi spiego meglio: se un bambino non riesce a trovare la risposta autonomamente, i compagni di gruppo gli danno una mano aiutandolo ad avvicinarsi a tale risposta. Viceversa, quando riesce a rispondere correttamente, è compito dei compagni confermarglielo. In questo modo, i bambini rimangono concentrati non solo durante il loro turno, ma anche quando sono gli amici a lanciare il dado.
Abbiamo quindi compreso che il gioco è un elemento che accende l’entusiasmo, cattura l’interesse, stimola l’apprendimento, attiva il coinvolgimento e gli aspetti motivazionali, e favorisce le abilità sociali. Perché, dunque, non proporlo più spesso?
Per chi volesse scaricare il tabellone basta cliccare qui:
Il gioco è uno strumento magico quando si parla di bambini. Portarlo a scuola significa proporre un’esperienza complessa e coinvolgente, che attiva lo studente a livello globale e gli consente di partecipare attivamente, di essere protagonista e di apprendere attraverso la pratica. Le attività ludiche sono progettate intenzionalmente per dare una forma piacevole e divertente agli apprendimenti, e la loro valorizzazione è fondamentale, affinché la scuola non venga orientata solamente verso l’apprendimento passivo.








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