In classe abbiamo affrontato la tematica delle Donne nella scienza. Molte di esse hanno collaborato alla scoperta di nuove invenzioni, indispensabili nell’avanzamento delle conoscenze e dello sviluppo scientifico: basti pensare a personaggi illustri come Rita Levi Montalcini, Margherita Hack, Marie Curie, Mileva Maric solo per citarne alcune.
Un tempo la scienza era considerata, come molte delle attività da svolgere fuori dalle mura domestiche, adatta solo all’uomo: tuttavia le donne hanno dimostrato che, nonostante le svariate difficoltà vissute, le restrizioni e i meriti riconosciuti tardi, sono state in grado di contribuire PIENAMENTE al progresso dell’Umanità.
Nello scorso secolo SOLO 18 Donne hanno ricevuto il Premio Nobel, rispetto a 550 uomini. Questo dato si spiega, in alcuni casi, con forme di mancata condivisione dei meriti o, addirittura, di vere e proprie scorrettezze.
In questi giorni abbiamo avuto la possibilità di vedere un film: “Il Diritto di Contare”; parla di tre donne che, negli anni Sessanta, si dedicano a importanti calcoli matematici all’interno della Nasa. Il regista, con la modalità cinematografica, riesce a trasmettere le difficoltà vissute dalle ragazze, non date dai complessi argomenti scientifici, ma dai pregiudizi e dall’esclusione da parte dei colleghi e del contesto. L’aspetto che più mi ha colpito del film è rappresentato dalla forza e dalla tenacia con cui le ragazze hanno combattuto per raggiungere un loro diritto. E forse al giorno d’oggi lo diamo per scontato!
Le donne riescono a fare tutto ciò che fanno gli uomini, ma spesso in più gestiscono la famiglia, la casa, i figli e i genitori anziani.
Credo che le Donne in ambito scientifico, come in qualsiasi altra attività lavorativa, non debbano dimostrare nulla, perché uomini e donne hanno gli stessi diritti, doveri e capacità.
Ilaria Brazzali III E






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