8 marzo – Giornata Internazionale della donna

Mi sono detta: “Malala, devi avere coraggio; non devi avere paura di nessuno. Stai solo cercando di ottenere un’educazione; non stai commettendo nessun crimine”. 

-Malala Yousafzai-

Siamo soliti ricordare l’8 marzo come giornata dedicata alla Festa della donna: fine ultimo di questa data è quello di ricordare le lunghe e faticose conquiste femminili negli ambiti più disparati, da quello politico a quello sociale ed economico, ma anche riflettere sulle tante disparità e violenze con cui le donne, tutt’oggi, hanno ancora quotidianamente a che fare. Proprio per questo motivo è importante ricordare l’8 marzo non come una semplice festa, ma come la Giornata internazionale dedicata al genere femminile.

Nonostante l’importantissimo e consistente apporto femminile nella storia umana, le donne hanno da sempre dovuto faticare molto di più rispetto al genere maschile per vedere affermati i propri diritti e la propria valenza umana al pari dei maschi. Per un lungo periodo la donna è rimasta completamente esclusa da alcuni ambiti, tra i quali, in primis, la possibilità di accedere ad un percorso d’istruzione: come la frase della ventitreenne Malala Yousafzai ci ha fatto intendere, ancora oggi in alcune parti del mondo la donna deve combattere per vedersi riconosciuto un diritto inalienabile. Spesso, nei paesi dove questo diritto le viene riconosciuto, la donna deve poi misurarsi con i mille stereotipi legati alla tipologia di formazione: storicamente al genere femminile sono stati infatti impropriamente accollati tutti quegli ambiti legati ad una formazione di tipo umanistico o relativi alla cura e all’estetica della persona. Questo tipo di segregazione formativa pone le sue radici ad una successiva e ulteriore barriera che le donne si trovano ad affrontare lungo il loro percorso educativo: l’inserimento nel mondo del lavoro. Una recente ricerca svolta in Italia nell’ambito del progetto europeo “GenderEd” (Bando Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza), coordinato da Mediterranean Institute of Gender Studies e cofinanziato dall’Unione Europea, ha evidenziato come la disparità di genere incominci proprio dalle scelte scolastiche e si protragga poi anche nel mondo del lavoro: i problemi di inserimento occupazionali incontrati dalle donne dipendono in buona parte dai percorsi formativi intrapresi. Ecco una tabella riportante alcune professioni nelle quali si evidenzia il tasso di disparità tra maschi e femmine:

Un’altra questione sollevata dalla ricerca riguarda il valore che viene attribuito ai diversi ambiti e alle relative professioni: l’ambito umanistico, impropriamente associato al genere femminile, rispetto agli indirizzi visti come “maschili” (es: ingegneria, informatica, medicina…), viene spesso considerato meno prestigioso rispetto ai secondi:

 

“Un ragazzo che decide di iscriversi a corsi di laurea come Scienze dell’infanzia, Scienze della formazione, Infermieristica, Scienze del servizio sociale si prepara a svolgere professioni che nell’immaginario comune sono certamente ritenute “femminili”. (…) Una scelta di
questo tipo viene quindi stigmatizzata perché si configura come potenzialmente dequalificante per un ragazzo, che potrebbe aspirare a corsi di laurea – e dunque mestieri – ben più prestigiosi. 
(…) Il problema è la gerarchia, l’attribuzione sociale di un valore differenziato a competenze e pratiche associate ai due sessi. (…) Il nodo centrale è un altro: chi può dire che sia socialmente più importante un ingegnere di un insegnante? Si può pensare che il lavoro di cura verso anziani, malati o bambini richieda meno competenze o competenze meno complesse di quelle tecnico-scientifiche?”

 

Rimando a tal proposito l’articolo scritto da una ragazza del nostro istituto, Ilaria Brazzali: https://www.icpergine1.it/8-marzo-giornata-internazionale-delle-donne-articolo-di-ilaria-brazzali-3e-sspg/

 

Le barriere incontrate dalle donne negli anni non riguardano solo il proprio percorso formativo, ma anche il riconoscimento di altri numerosi diritti, come quello del voto. Il primo evento importante fu il VII Congresso della II Internazionale socialista svoltosi a Stoccarda dal 18 al 24 agosto 1907: per la prima volta nella storia fu messa agli atti la lotta per eliminare le diseguaglianza tra i sessi e il Congresso votò una risoluzione per la quale tutti i Partiti Socialisti dovevano “lottare energicamente per l’introduzione del suffragio universale delle donne”.

Il 3 maggio 1908 la socialista Corinne Brown presiedette la conferenza del Partito socialista a Chicago, che venne ribattezzata “Woman’s Day“, durante la quale si parlò dello sfruttamento dei datori di lavoro nei confronti delle operaie, delle discriminazioni sessuali e del diritto di voto. Alla fine del 1908 il Partito Socialista suggerì a tutte le sezioni locali di “riservare l’ultima domenica di febbraio 1909 all’organizzazione di una manifestazione in favore del diritto di voto femminile”. Storicamente si può sicuramente affermare che fu quella la prima celebrazione della festa della donna: Stati Uniti, 23 febbraio 1909.

Da allora ogni Paese decise autonomamente quando collocare la Giornata internazionale della donna in base agli eventi storici locali. A San Pietroburgo, l’8 marzo 1917, le donne manifestarono per chiedere la fine della guerra. In seguito, per ricordare questo evento, durante la Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste che si svolse a Mosca nel 1921 fu stabilito che l’8 marzo diventasse la Giornata internazionale dell’operaia. In Italia la prima giornata della donna si è svolta nel 1922, ma il 12 marzo e non l’8.

Il 1975 è stato definito dalle Nazioni Unite come l’Anno Internazionale delle Donne e l’8 marzo di quell’anno i movimenti femministi di tutto il mondo hanno manifestato per ricordare l’importanza dell’uguaglianza dei diritti tra uomini e donne.

Eventi e spunti da segnalare in occasione di questa Giornata:

  • FALENABLU PER L’OTTO MARZO
    Webinar di riflessione sulla giornata dell’otto marzo con Maura Gancitano, scrittrice e filosofa.
    L’otto marzo Falenablu proporrà un breve seminario che si terrà sulla piattaforma Zoom pensato in
    collaborazione con la Fondazione Caritro, centrato sui temi dei ruoli femminile e maschile nella
    società moderna; si parlerà di come la differenza tra donne e uomini possa costituire un punto di
    partenza per costruire relazioni sane.
    L’incontro si terrà dalle ore 11,30 alle ore 12,00 e ospiterà un’intervista alla filosofa Maura
    Gancitano, la quale si occupa di ricerca interiore ed educazione di genere.
    L’evento è aperto a tutti/e ma, in particolare, alle scuole secondarie di primo e secondo grado.
    Per prenotare la partecipazione di una classe o di un singolo, scrivere a: progetto.falenablu@gmail.com
  • Portale Rai Cultura, molto interessante e ricco di spunti, è consultabile a questo indirizzo:

https://www.raicultura.it/webdoc/otto-marzo/index.html#gallery

 

Perché è stato associato il fiore della mimosa in occasione di questa Giornata?

Quella della mimosa è un’usanza solo italiana: infatti nel 1946 Rita Montagnana e Teresa Mattei, due donne iscritte all’UDI (Unione Donne Italiane) proposero di adottare questo fiore come simbolo della Giornata dedicata alle donne. La mimosa venne votata all’unanimità per la sua bellezza e per la sua capacità di crescere e fiorire anche su terreni difficili, una metafora della forza e della caparbietà dimostrata dalle donne nella storia.

…prima di noi e con noi:

 

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