“Questa è la giornata dei volontari, la Giornata Mondiale della Croce Rossa, un giorno in cui in tutto il mondo, 98 milioni di persone, 150 mila in Italia, sotto l’emblema della Croce Rossa, dicono a tutto il pianeta che i Sette Principi su cui la nostra organizzazione si basa sono quanto di più attuale. Bisogna ricordare, oggi, quelli di noi che in tutto il mondo sono impegnati sui fronti di crisi e di guerra, ma anche a chi continua ad assistere le popolazioni le cui sofferenze sono dimenticate dai riflettori […].»
(Francesco Rocca Commissario Straordinario CRI)
Il Movimento, con sede a Ginevra, è costituito dal Comitato Internazionale della Croce Rossa , dalla Federazione Internazionale delle società di Croce Rossa, dal Comitato Mezzaluna Rossa per gli stati musulmani e dalle 190 società nazionali individuali. E’ la più grande organizzazione umanitaria del mondo, i suoi volontari sono circa 17 milioni.

L’8 maggio si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale della Croce Rossa e della Mezza Luna Rossa. La data dell’8 maggio coincide con il giorno di nascita di Henry Dunant, considerato il fondatore dell’Associazione.
I Principi Fondamentali del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa sono: Umanità, Imparzialità, Neutralità, Indipendenza, Volontariato, Unità e Universalità. Sono stati adottati nella ventesima Conferenza di Vienna, nell’ottobre del 1965 e sono i Principi Fondamentali ai quali tutto il movimento si ispira.

Henry Dunant era un imprenditore svizzero, voleva realizzare un’impresa agricola in Algeria, all’epoca colonia francese. Per avviarla aveva bisogno dei fondi e delle concessioni per i diritti di approvvigionamento idrico che solo Napoleone III, Imperatore di Francia, poteva concedergli. Napoleone in quel periodo si trovava nel Nord Italia, impegnato nella seconda guerra d’Indipendenza. (Franco – Piemontesi contro gli Austriaci 1859).
Contrariamente a quanto si pensa Dunant non assistette alla battaglia di Solferino e San Martino. Una battaglia particolarmente cruenta che lasciò sul campo migliaia di morti e di feriti (24 giugno 1859).
Nei giorni successivi alla battaglia, mentre si recava al quartier generale dell’Imperatore, passò per Solferino e rimase sconvolto alla vista di tutti quei morti e feriti che provenivano dal campo di battaglia.
La prima reazione fu, ovviamente, di voltarsi e fuggire, dimenticare. La sua profonda educazione cristiana gli impedì di ignorare tutta quella sofferenza. Organizzò i soccorsi, chiese aiuto alla popolazione.
Acquistò gli strumenti necessari per costruire piccoli ospedali da campo e maturò l’idea di creare un corpo di volontari per assistere tutti i feriti in battaglia, senza distinzione di nazionalità.
Al suo ritorno in Svizzera scrisse il libro “Un ricordo di Solferino” che ebbe un grandissimo successo e contribuì a diffondere il suo pensiero.
Nel 1863 Dunant, insieme ad altri quattro cittadini svizzeri, creò un Comitato che in seguito prenderà il nome di Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR).
Un anno più tardi, il Governo svizzero convocò una conferenza diplomatica alla quale parteciparono i rappresentanti di 16 Paesi e che si concluse con l’adozione della prima Convenzione di Ginevra.
La vita di Dunant non fu facile, i progetti in Africa fallirono, fu costretto a dichiarare bancarotta e a dimettersi dal Comitato, che lui stesso aveva contribuito a fondare. Successivamente fu riabilitato e nel 1901 gli fu assegnato il premio Nobel per la Pace, quale riconoscimento per il suo ruolo nella fondazione del Movimento Internazionale della Croce Rossa.
Morì in solitudine e povertà il 30 ottobre 1910 e venne sepolto a Zurigo senza alcuna cerimonia, nel rispetto delle sue volontà.
“Il motivo era semplice, come da lui spiegato nel testamento: dimostrare quanto sia insignificante la vita di un uomo rispetto alle sue idee, che sono e rimarranno eterne”.
CROCE ROSSA ITALIANA

La Croce Rossa Italiana venne fondata a Milano il 15 giugno 1864, ad opera del Comitato Medico Milanese dell’Associazione Medica Italiana, ben due mesi prima della firma della Convenzione di Ginevra.
Nelle sue azioni a livello Internazionale si coordina con il Comitato Internazionale della Croce Rossa, nei Paesi in conflitto, con la Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa per gli altri interventi. E’ posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
E’ un’associazione di volontariato che ha come finalità l’assistenza sanitaria e sociale sia in tempo di pace che in tempo di conflitto. Gli interventi sono rivolti a tutti senza distinzione di nazionalità, razza, sesso, credo religioso, lingua, classe sociale e opinione politica.
Dallo scoppio della pandemia la Croce Rossa Italiana ha risposto all’emergenza con numerosi interventi: trasporto di pazienti nelle ambulanze, aiuto alle persone sole e sostegno psicologico attraverso il servizio di ascolto. Ha collaborato con le Istituzioni: utilizzato i termo scanner in porti e aeroporti, fatto indagini nella somministrazione di test rapidi, è stata presente nelle scuole, ha distribuito buoni pasto a chi si trovava in difficoltà, costruito ospedali da campo e tende pre-triage fuori dagli ospedali. I volontari hanno suonato ai campanelli delle case degli Italiani portando spesa, farmaci ma, soprattutto, sorrisi e calore.
“Ora – dice il presidente – è arrivato il momento di aggiungere una forte dose di tenacia e volontà, perché siamo stanchi come i maratoneti all’ultimo giro, ma è proprio per questo che dobbiamo stringere i denti, guardare avanti, fare la differenza e scrivere insieme il nostro domani. Grazie di cuore”.
Dalla lettera aperta ai volontari, scritta da Francesco Rocca, Presidente della Croce Rossa Italiana, nella quale mette in rilievo l’impegno dell’Associazione e dei volontari nel difficile periodo della pandemia. Francesco Rocca è anche il presidente della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.






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