21 dicembre – Il solstizio d’inverno

Quando a dicembre arriva il solstizio
che dell’inverno scandisce l’inizio
il sole pare diventare più mite ed umano
non fa più l’altezzoso nel cielo lontano
insieme a noi si leva tardi al mattino
si tira pigramente sul tetto vicino
rimanendo incantato tutto il giorno
a guardare curioso le case intorno
non c’è chi non lo veda affacciare
che non lo faccia subito entrare
accogliendolo con cordialità e calore
come si trattasse d’un ospite d’onore

 

SOLSTIZIO ASTRONOMICO
Il solstizio d’inverno segna l’inizio dell’inverno astronomico e fin dai tempi più antichi viene celebrato e festeggiato come un evento ricco di significati simbolici (a fine pagina trovate alcuni “riti” celebrativi).
E’ il momento nel quale il Sole, nel suo moto apparente lungo l’eclittica, raggiunge il punto più basso rispetto all’orizzonte terrestre. L’eclittica è il percorso che il Sole, visto dalla Terra sembra percorrere intorno al nostro pianeta. Nel giorno del solstizio l’arco descritto dal sole è il più basso di tutto l’anno.


La parola “solstizio” viene dal latino solstitium, composto da “sol” (Sole) e da “sistere” (fermarsi). Il solstizio è quindi, fin dall’antichità, il momento in cui il Sole “si ferma” e poi inverte il suo cammino e ricomincia a salire.

Nei giorni successivi lentamente le ore di luce aumentano e diminuiscono le ore di buio.
Il fenomeno è dovuto all’inclinazione dell’asse terrestre rispetto all’eclittica, più semplicemente è il giorno in cui i raggi del Sole illuminano meno ore il nostro pianeta. Non è comunque il giorno più gelido dell’anno, perché in media le temperature minime si registrano a gennaio e a febbraio.

Di norma tutto ciò accade il 21 o il 22 dicembre. Ogni anno si registra, però, un ritardo di circa sei ore rispetto all’anno precedente e tale ritardo viene recuperato nell’anno bisestile, per evitare una divergenza delle stagioni con il calendario.
A causa di queste variazioni il solstizio può cadere il 21 o il 22 dicembre.

Quest’anno il solstizio d’inverno, nell’emisfero boreale, accadrà il 21 dicembre.

NELLA TRADIZIONE

I popoli antichi vedevano nel solstizio di dicembre la fine delle tenebre e l’arrivo della luce. È proprio il significato di rinascita ad aver popolato le principali leggende e che hanno spesso associato la data del 25 dicembre alla nascita di un dio o di una figura mitologica importante.
Nella tradizione celtica e germana Yule era la festa del solstizio d’inverno, si festeggiava il ritorno della luce dopo le tenebre. In questa occasione si accendeva il fuoco, si macellavano gli animali e si banchettava con le ultime riserve di carne disponibili e tutto questo sotto un pino. L’albero sempreverde che a Natale adorna le nostre case troverebbe le sue radici proprio in queste tradizioni, come simbolo di risveglio, di rinnovamento della vita.

Nell’antica Roma si celebrava la festa dei Saturnali dedicata al dio dell’agricoltura, Saturno. Per un giorno le distinzioni sociali venivano abolite, gli schiavi prendevano il posto dei padroni, con scambio di piccoli regali come: dadi, candele di cera colorata, abiti, libri, una moneta o piccoli animali domestici.
Per gli Egiziani in questo giorno nasceva il dio Horus. Era il momento in cui iniziava la stagione della semina, dopo che le acque del Nilo si erano ritirate a seguito dell’inondazione annuale e rappresentava dunque il concetto di rinascita. La maggior parte dei monumenti e siti archeologici sono stati progettati per celebrare gli eventi celesti, in particolar modo l’alba sugli equinozi e sui solstizi.
A questa “regola” non fa certo eccezione uno dei più importanti complessi monumentali dell’antico Egitto, il grande tempio di Amon a Karnak, orientato in direzione est/ovest per celebrare probabilmente il solstizio d’inverno ed accogliere il sole nascente.

SOLSTIZIO IN INGHILTERRA


Il sito archeologico di Stonehenge, in Inghilterra, è orientato in modo da assistere al tramonto del sole nel giorno più corto dell’anno e ammirarne il sorgere l’alba successiva. Ogni anno presso il sito, si radunano migliaia di persone che cercano di rievocare le cerimonie dei loro avi, cantano insieme per rivivere la magia di una celebrazione antica, che affascina con la sua magia.

IN CINA

In Cina questo giorno viene onorato fin dai tempi più antichi, quando era dedicato alla commemorazione degli avi. Oggi si celebra il Donghzi, che significa letteralmente “l’estremo dell’inverno”. E’ uno dei festival più importanti dell’anno, occasione per stare in famiglia e mangiare piatti tipici.  Un’altra usanza molto curiosa, praticata da numerose famiglie cinesi, consiste nell’appendere un dipinto ad acquerello raffigurante un susino spoglio. I componenti della famiglia aggiungono poi, con il passare del tempo, petali e fiori. Dopo l’inverno tornerà la primavera.

IN IRAN

Si festeggia la festa di Yalda, che significa nascita.  Si trascorre la notte a dialogare, raccontare storie, leggere poesie, ricordare persone defunte, ricevere consigli di vita dagli anziani. Si mangiano melograni ed angurie, che rappresentano i colori dell’alba, della passione, dell’abbondanza e frutta secca come simbolo di energia e di vitalità.

Dopo il buio arriva sempre la luce” è questo il messaggio che Yalda vuole trasmettere nella notte più lunga dell’anno. La vittoria della luce sulle tenebre, il trionfo del bene sul male, l’allungarsi delle giornate e il risveglio del sole.

IN ITALIA

Sono tante le zone d’Italia in cui il solstizio si trasforma in occasione di ritrovo, socializzazione, riflessione e meditazione per accogliere il nuovo anno. La data del 25 dicembre come giorno di Natale fu stabilita da Papa Giulio I per ragioni legate al solstizio, che anticamente era la festa pagana del Sole. Probabilmente era intenzione del pontefice sostituire alla tradizionale festa pagana, una celebrazione cristiana. Un altro dei simboli antichi del solstizio d’inverno è il vischio che richiama alla vita e alla rigenerazione. Ancora oggi baciarsi sotto il vischio è un gesto che porta fortuna e felicità.

SOLSTIZIO NELLE FIABE

(“ELBETH, LA FATA DEL SOLSTIZIO D’INVERNO” dal sito: http://www.renzomosca.it/fate-e-elfi/racconti/fate-e-elfi/elbeth-la-fata-del-solstizio-d-inverno)

Ecco a voi alcuni “riti” per celebrare questo magico momento ricco di significati (fonte: https://magicblitzen.com/ )

Il ramo dei desideri

Scegliete un bel ramo decorativo, come ad esempio quelli di rosa canina, pieni di splendide bacche. Mettetelo in un vaso con dell’acqua e decoratelo con piccoli biglietti dove scriverete i vostri desideri più intimi. La notte successiva li brucerete, ma teneteli nel cuore. Dovrete fare di tutto perché si avverino!

Buongiorno

Dare il benvenuto alla nuova luce e al nuovo giorno è uno dei rituali più mistici del solstizio d’inverno. Prendetevi il tempo per svegliarvi mezz’ora prima dell’alba e aspettatela con una candela accesa. Potrete assorbire così l’energia della nuova luce in arrivo e sentirla fluire su di voi. All’alba, aprite la finestra e fatela entrare in casa.

Rinnovate le vostre promesse

Nuova luce, nuova energia, nuova voglia di ricominciare. Questo è il giorno giusto per rinnovare le vostre promesse d’amore, ma anche di amicizia e verso gli affetti in generale. Non dimenticate di fare e rinnovare anche una promessa a voi stessi. Accendete una candela  custoditene la fiamma per dimostrare il vostro impegno.

La spremuta

Prendete delle arance, spremetele e brindate con esse. Il frutto del sole è un vero e proprio mettere che saprà come rinvigorirvi nel giorno della rinascita. Per lo stesso motivo, è la giornata giusta per preparare una marmellata di arance. Porterete con voi la luce di questo giorno tutto l’anno.

L’abete

Sempreverde e per questo segno di buona sorte. La tradizione natalizia di addobbarlo si fonde a un rito del solstizio che ci chiede di decorare questa pianta per dedicare attenzione, amore e progetti a tutte le cose che non appassiscono mai. Un invito a guardare al futuro preservando quello abbiamo.

Il fuoco

Le tradizioni più antiche celebrano ogni passaggio con il fuoco. Sia perché ha il potere di eliminare le cose vecchie, sia perché la sua cenere fertilizza e nutre la terra. Questa è la notte giusta per bruciare le vecchie cose che provocano ricordi dolorosi, ma anche per dare fuoco a pensieri da relegare al passato. Anche se non possiamo fare un falò, dedichiamoci al senso figurato di questo rito e conteniamolo in una piccola fiammella sulla quale bruceremo un foglio dove avremo scritto tutto quello che non vogliamo più portare con noi. Limiti e insicurezze inclusi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

L’ISTITUTO INFO
A partire dal mese di settembre del 2000 la Provincia Autonoma di Trento ha stabilito un dimensionamento degli istituti scolastici per consentire un esercizio ottimale dell’autonomia...
Leggi tutto
Contatti
Ecco le nostre coordinate!
  • via Monte Cristallo, 2 - Pergine
  • 0461 53 22 61
  • segr.ic.pergine1@scuole.provincia.tn.it
Open 7 days INFO
Our Young Pre classroom is for ages. This age group is working
BELL SCHEDULE