L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2017 ha designato il 20 maggio di ogni anno la Giornata Mondiale delle Api, su proposta della Slovenia, nazione apistica, che ha un legame esclusivo con le api, infatti quasi un abitante su duecento le alleva.
In Slovenia l’apicoltura ha una grandissima tradizione, merito del grande esperto Anton Janša, che fu il primo insegnante di apicoltura alla Corte di Vienna, ai tempi dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria. Si celebra la Giornata Mondiale delle api in suo onore il 20 maggio, giorno della sua nascita.

Anton Janša è considerato il precursore dell’apicoltura razionale, quella fatta con arnie e favi mobili. Era un allevatore sloveno, a casa aveva cento arnie e sperimentava nuove tecniche. Per le sue conoscenze e la grande esperienza acquisita, dopo aver superato un apposito esame, si trasferì alla corte Imperiale di Vienna.
L’imperatrice Maria Teresa d’Austria lo nominò direttore della scuola di apicoltura e attraverso i suoi insegnamenti dettò le linee guida a tutti gli apicoltori dell’Impero Austro-Ungarico, che all’epoca si estendeva su gran parte dell’Est Europa.
Dimostrò l’importanza e l’utilità di “pascolare” le api nei campi di grano saraceno, di portarle al limite dei boschi, vicino alle siepi, in ogni luogo dove avrebbero potuto trovare piante fiorite, a vantaggio sia dell’impollinazione, che della raccolta del nettare. Ridefinì anche il ruolo dei fuchi e registrò tutto quanto in due libri, che ancora oggi sono un utilissimo manuale per molti apicoltori.
Con l’introduzione dei metodi di apicoltura, che utilizzavano gli apicoltori della Carniola (attuale Stato Sloveno), creò una vera rivoluzione nell’apicoltura dell’epoca. Quando Janša morì l’imperatrice Maria Teresa emanò un editto, in cui obbligava tutti gli apicoltori a seguire le indicazioni contenute nelle sue opere.

PERCHE’ UNA GIORNATA MONDIALE PER LE API?
Da secoli e secoli le api trasportano il polline da un fiore all’altro, attraverso l’impollinazione contribuiscono alla sicurezza alimentare e alla nutrizione di tutti gli esseri viventi del Pianeta. Il ruolo delle api e di altri insetti come bombi o farfalle è fondamentale per la produzione alimentare e per l’ambiente, considerando che un terzo della produzione dipende dall’impollinazione. Senza questo fenomeno la produzione di frutta, noci, semi e di molte piante finirebbe di esistere.
Le api domestiche e selvatiche garantiscono il trenta per cento della produzione globale di cibo, inoltre, forniscono prodotti molto preziosi quali: miele, propoli e pappa reale.
LE API SONO IN PERICOLO
Ogni anno, dal 2018, si celebra la Giornata mondiale delle api. Lo scopo è aumentare la consapevolezza del ruolo che svolgono questi insetti e mettere in rilievo le numerose difficoltà e sfide che devono affrontare in questo momento.
“È giunto il momento di ripensare a come ci relazioniamo alla natura e agli impollinatori – si legge sul sito della FAO dedicato all’evento – e quali azioni possiamo intraprendere per sostenere questi minuscoli lavoratori e i milioni di mezzi di sussistenza che, a loro volta, essi sostengono”.
Le api e gli insetti in generale sono fortemente minacciati, soprattutto in Europa. Fra le cause principali ci sono: pratiche agricole distruttive, l’utilizzo dei pesticidi sintetici, l’inquinamento, il ricorso all’agricoltura intensiva, le monocolture e quindi la perdita di biodiversità, fattori che portano ad un cambiamento dell’habitat e che mettono in pericolo l’intero ecosistema.
I cambiamenti climatici e i periodi di grande freddo con gelate fuori norma modificano il ciclo delle stagioni, rendono precarie le condizioni di vita delle api, che talvolta non riescono più a trovare il nutrimento. Probabilmente senza l’aiuto e l’intervento dell’uomo le api “domestiche” non potrebbero vivere.
PERCHE’ LE API SONO INDISPENSABILI?
Le api e gli insetti hanno un ruolo fondamentale negli eco sistemi. Se questi animali sparissero gli effetti potrebbero essere disastrosi. L’impollinazione artificiale oltre ad essere molto difficile è anche molto costosa, circa 265 miliardi di euro all’anno.
Difendere le api è un dovere di tutti, già dagli anni novanta, molti apicoltori un po’ in tutto il mondo, hanno cominciato a segnalare anomalie e diminuzione nel numero di api negli alveari. In Europa è a rischio estinzione una specie di api su dieci e negli ultimi cinque anni sono stati persi circa duecentomila alveari.
COSA SI PUO’ FARE?
Prima di tutto il ripristino degli habitat naturali, una drastica riduzione dell’utilizzo dei pesticidi e il ricorso a pratiche di ingegneria ecologica, quali l’utilizzo delle siepi ai margini dei campi. La rotazione delle colture con trifoglio e altre leguminose per conservare anche i nemici naturali degli insetti, che contribuiscono ad eliminare i parassiti erbivori, che danneggiano molte colture.
La conclusione è chiara, è necessario cambiare immediatamente il modo di produrre cibo e ridurre insetticidi e fungicidi, oppure la maggior parte degli insetti arriveranno all’estinzione entro pochi decenni e le ripercussioni sulla maggior parte degli ecosistemi saranno gravissime.
L’APPELLO DI SLOW FOOD ITALIA
Collaboriamo tutti insieme a un obiettivo comune: difendere gli insetti impollinatori e la biodiversità!
Un simpaticissimo lavoretto proposto da “La scuola Cre-Attiva” sono le BOMBE DI SEMI, utili per aiutare gli impollinatori a mantenere in equilibrio i cicli della natura e a moltiplicare i fiori di campo tanto amati dalle api.
Ecco a voi la ricetta per una perfetta BOMBA DI SEMI:
- 1 tazza di semi di fiori selvatici
- 2-3 tazze di argilla in polvere (o terriccio)
- 5 tazze di compost (senza torba)
- acqua
Mescolate tutto in un recipiente con un po’ di acqua e fate delle polpettine; lasciate asciugare al sole per due giorni e poi….
…lanciatele in spazi incolti e abbandonati!






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