21 Marzo – Primo Giorno di Primavera

21 MARZO
PRIMO GIORNO DI PRIMAVERA

IL MITO DI PERSEFONE

Già nella mitologia greca “Il mito di Persefone”, moglie di Ade, raffigurava la primavera come un momento di rinascita. Persèfone, in greco “giovane donna,” era figlia di Demetra e di Zeus e a lei si attribuiva il merito dell’alternanza delle stagioni.
Persefone era una bella fanciulla, trascorreva le sue giornate giocando con le amiche e cantando tra i fiori. Era così bella da essere desiderata da più di una divinità. Un caldo giorno di giugno, mentre passeggiava in un campo, all’improvviso la terra tremò, si squarciò e ne uscì lo zio Ade, dio dell’oltretomba, da tempo innamorato di lei, che la trascinò via con la forza.
Quando Demetra si accorse della scomparsa della figlia prediletta, la cercò disperatamente vagando di qua e di là, ma solo all’alba del decimo giorno venne a sapere che era stata rapita da Ade, con il consenso di Giove.
Demetra, indignata per il tradimento dei suoi stessi fratelli, abbandonò l’Olimpo e si nascose sulla Terra. La sua vendetta fu tremenda: decise che la Terra non avrebbe più dato frutti, la razza umana sarebbe rimasta senza cibo e gli dei non avrebbero più ricevuto sacrifici. In quanto dea dell’agricoltura e della fertilità causò un inverno interminabile, che gelò la crescita delle messi.
La situazione divenne insostenibile, le suppliche degli dei e degli uomini convinsero Zeus a scendere negli Inferi, per trattare con Ade la liberazione della fanciulla e mettere fine all’ira di Demetra.
Prima di farla salire sul crocchio di Ermes, Ade convinse Persefone a mangiare un chicco di melograno. L’inganno era in agguato, lei ignorava che mangiando della frutta nell’Ade, si è costretti poi a rimanervi per sempre.
Grande fu la commozione di Demetra quando rivide la figlia, la Terra cominciò immediatamente a rinascere e rifiorire, solo più tardi scoprì che Persefone avrebbe dovuto ritornare e trascorrere lunga parte dell’anno, nel regno dei morti.
Da quel giorno, durante l’inverno, Persefone rimane negli inferi, con il ruolo di regina dell’oltretomba. In quel periodo nel mondo cala il freddo e la natura si addormenta, dando origine all’autunno e all’inverno. All’arrivo della primavera la regina ritorna sulla Terra, per andare dalla madre Demetra e al suo passaggio, piante e fiori rinascono. E’ il tempo della primavera e dell’estate.

LA PRIMAVERA

L’etimologia della parole “primavera” è incerta, richiamerebbe il passaggio tra stagione fredda e stagione calda. La prima parte deriva dal latino “primo” e la seconda dal sanscrito (lingua indoeuropea antica) “var” (ardere, splendere”). In altre lingue ci sono altre interpretazioni: in francese “prima stagione” ed in inglese “spring,” ovvero rinascita, o sorgente.
La primavera è una delle quattro stagioni in cui si divide l’anno, viene dopo l’inverno e precede l’estate. Nell’emisfero boreale la primavera inizia indicativamente il 21 marzo, prima dell’equinozio estivo e termina il 23 settembre. Dal punto di vista meteorologico inizia ai primi di marzo e termina a fine maggio.

EST E OVEST, MAI COSÌ PRECISI

In occasione dell’equinozio, dal latino “aequa-nox” che significa “notte uguale”, le ore diurne e notturne hanno la stessa durata. Successivamente le giornate acquisiscono progressiva lunghezza, fino a toccare il punto massimo sul finire della stagione.
Quest’anno l’equinozio cade il 20 marzo alle 10.37, segnando il primo giorno di primavera nell’emisfero settentrionale e il primo giorno d’autunno nell’emisfero meridionale. Solamente nei giorni dell’equinozio l’asse terrestre passa pei i due Poli e divide la Terra a metà, una metà alla luce e l’altra al buio.
Nei giorni dei due equinozi il Sole si trova esattamente nei punti cardinali di Est, quando sorge e Ovest, quando tramonta. In tutti gli altri giorni c’è un graduale spostamento nel moto apparente del Sole, quasi impercettibile. In realtà il Sole sta fermo e la Terra ruota intorno in senso antiorario.

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